6 aprile 2012

Umberto Bossi non è più il “segretario federale” della Lega Nord. Già perchè la Lega Nord è (era?) un partito federale. Un movimento di movimenti “nazionali”. La Lega Lombarda. La Liga Veneta. Il Piemonte è una nazione lo sapevate? Lotta per la propria autodeterminazione. Altrochè Irlanda. Anche l’Emilia, ma distinta dalla Romagna mi raccomando. La Lega Abruzzo. La Padania (®) si spinge fin nella terra d’origine di D’Annunzio, dice la Lega. E in fondo il Vate si sistemò sul Garda. Tutto si tiene.

Dici che la lega ha dato voce alle istanze del nord?

Dici che la lega ha dato voce alle istanze del nord?

Ma questo è divertimento, gita. Anche quando governava ministeri e un intero Paese.

Da qualche ora imperversano le sociologie e politologie post-terremoti politici. “Il Nord che ora si sente più solo”, “le istanze del Nord”, “Il Nord senza più rappresentanza politica che rischia di esplodere”, “Bossi, il leader che ha imposto la questione settentrionale”. È il Nord o un manga? Qui vicino agli argini del Po abbiamo tutti gli occhioni enormi e colmi di lacrime e ingurgitiamo paioli di polenta alla Fluoxetina. Perchè siamo soli, senza l’Umbertone. Veniteci a prendere. Io non ho mai votato Lega in vita mia ma mi sento in trappola. Stanotte ho sognato un coniglio mannaro vestito da kebab che mi rincorreva.

Voglio prenderli in parola, questi che stamattina mi appoggiano mani sulla spalla per consolare me, bimbo sperduto della pianura padana. Non perchè manca il lavoro, la ragazza m’ha lasciato o perchè mezzo Nord è ancora in mano alla Lega, appunto. No, perchè l’Umbertone s’è dimesso.

Nell’era di Youtube e della memoria collettiva della Rete, preparare linkografie è facile. Ma ci rinuncio perchè sono pigro e l’angoscia di non avere più un segretario di un partito che non ho mai votato mi confonde. Ma vi assicuro che potete trovare sommesse e riflessive meditazioni ad alta voce di Calderoli, Borghezio, Gentilini e altri miei compatrioti padani. Se non fosse per la depressione potrei remixare vaffanculi e diti medi del Senatur medesimo. Che mi mancano, ora. Terribilmente. Il Nord senza tutto questo è un deserto vero.

Se in questi anni, la rabbia – spesso di persone esasperate davvero e lo dico senza ironia – la rabbia contro Roma, che ci sputa mentre noi del Nord “tiriamo la carretta” (dicono), abbiamo pensato di sfogarla sui prati di Pontida mettendoci delle corna in testa e una tunica crociata addosso, scrivendo in massa Renzo Bossi nelle preferenze, marciando dietro Borghezio con un’ascia bipenne in una mano e una tanica di benzina nell’altra, beh se qui al Nord abbiamo scelto di sfogare così le nostre fustrazioni e darci questa rappresentanza (pre)politica, è perchè ci meritiamo di essere dove siamo e come siamo. Un non-luogo mediamente orrendo, anche grazie agli amministratori della Lega che cementificano come tutti gli altri mentre progettano scuole col sole delle Alpi sul tetto in nome del “territorio”. Se al Nord la gente dovesse davvero disperarsi per l’assenza del simbolo del Carroccio sulla scheda elettorale, sarebbe perchè se li merita i figli di papà in Regione e gli amministratori locali in preda a deliri etnonazionalisti. Si meriterebbe anche di essere governata da giri affaristici, clan di partito e gruppi religiosi e cosche della ‘Ndrangheta (più o meno come il resto del Paese). Perchè a questi sistemi di potere e corruzioni la Lega non è estranea. Non c’è e non c’è mai stata alcuna “diversità antropologica” .

La Lega (incredibile!) si faceva corrompere quando ancora Paolo Brosio non riceveva sms dalla Madonna, ma era accampato davanti alla procura di Milano. Sì Tangentopoli (buon ventennale a tutti). La maxitangente Enimont. Come passa il tempo.

Alle sociologie manga si sommano le lodi al carisma e all’intuito politico, gli “onori delle armi” e gli attestati di stima (che sono sempre gratis e poco impegnativi, sulla stima a Gianni Letta si fonda la seconda Repubblica).

Io vi svelo solo la sorpresa che troverete nell’uovo di Pasqua: una biografia di Hitler. Leggetela. Troverete tutto il carisma e l’intuito politico di cui la vostra personale riserva di stima per il prossimo ha bisogno.

Lega ladrona l'Italia non perdona

Lega ladrona l'Italia non perdona

P.S. intanto cominciano a nascere pagine facebook come questa su: “Lega ladrona, l’Italia non perdona“, ispirata ad un poster di Quink. (NDR)

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2 Responses to “Bossi si è dimesso, Gesù muore ma il Nord se ne frega”

[…] Scalari che, su Pico, le dice tutte (ma proprio tutte!) sulla […]

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