13 ottobre 2011

Come portavoce di Paco, sono sicuro che Bruno Magatti, il nostro candidato alle primarie, porterà avanti queste tematiche, che insieme abbiamo elaborato e discusso: situazioni che parlano di sociale, di persone, di ultimi.
Perché la Como che con Magatti vogliamo costruire é una città solidale, non egoista; é la città della compagnia e non della solitudine; é la città dove tutti stanno bene, contro la città di chi sta bene solo se ha i soldi.

Partiamo dalle ultime cronache della convalle: ci sono persone senza fissa dimora che la notte trovano riparo in Via Tommaso Grossi, in una ex scuola.
Come ha proposto l’attuale amministrazione di risolvere il problema? Chiudendo lo stabile, murando l’ingresso; non preoccupandosi delle persone, di aiutarle di integrarle se possibile. No, si chiude lo stabile: la gente non vede, quindi non esiste più il fastidio.
Sanno tutti che a Camerlata, nella ex Rasa, vivono alcune persone. Tra l’altro, recentemente, un ragazzo si é pure impiccato. Si tratta di un fatto tragico, di una macchia nera per la città: qualcuno si é preoccupato delle persone che vivono in ex Rasa? Qualcuno l’ha visitata? Andate a vedere la situazione e poi capirete.

Come danno fastidio le persone (italiane) che stanno durante la giornata, sotto il Broletto e ti chiedono un euro. È facile che queste persone siano multate poiché a causa un’ordinanza dell’attuale Sindaco, é vietato chiedere la carità.
E questo nonostante l’esistenza di un centro, come quello di Prestino, dignitoso, ristrutturato, costato tanti soldi alla collettività, ai cittadini, ma chiuso da tempo. Chiuso con i bisogni che questa città ha, che ho appena descritto. Nonostante un dormitorio pubblico aperto ora tutto l’anno, grazie a quel referendum che Magatti ed altri hanno voluto e si sono impegnati a realizzare: se Bruno dovesse diventare sindaco, aprirà subito il Centro di Prestino.
C’è insomma una cultura della città da cambiare: una “città solidale contro la città egoista”, come recita il programma di Bruno Magatti.

Siamo e ci vantiamo di essere città “Messaggera di pace” una qualifica che ci fa onore. A Rebbio sono ospitati dei profughi arrivati dalla Libia, ma cosa é stato fatto per loro? Si é lasciato tutto sulle spalle di un parroco, della Caritas, delle Acli, ma la città come é stata coinvolta?
Il nostro candidato Sindaco, interpreterà il ruolo di città ” Messaggera di Pace”, seguendo queste situazioni, portandole nel dibattito e nell’impegno cittadino. Sarà anche suo impegno il dialogo con le Comunità straniere che abitano Como, che portano e creano reddito, grazie al loro lavoro e alla loro imprenditorialità; saprà riconoscere le diversità, le altre culture, le diverse religioni; dialogherà e cercherà di favorire la concreta partecipazione a questi cittadini, alla vita ed alla gestione della nostra città.
Tutto questo Magatti lo ha già fatto, partecipando agli appuntamenti religiosi e di “festa” di varie Comunità, proponendo recentemente quella preghiera ecumenica in Piazza San Fedele, quale organizzatore del recente raduno mondiale Scout a Como.

Solidarietà

Solidarietà

Il welfare non é un lusso e la nostra futura amministrazione avrà riduzioni sensibili a livello economico. Però il benessere dei cittadini passa attraverso le politiche sociali (dalla nascita alla vecchiaia). Tante volte siamo accusati di pensare solo agli ultimi, ma tutti, possiamo diventare “ultimi”. Non si può sempre fare l’elogio della carità e del buon cuore delle persone per risolvere i problemi. Meno male che c’é la carità di qualche prete, che c’é la Caritas, ma come disse Paolo IV, un grande Papa, senz’altro non comunista, né statalista: “Non sia dato alle persone per carità, quello che le persone devono avere per diritto”.

Quindi riconoscere i diritti di tutti e rispettare le persone, é rispettare la città. Ecco la città solidale, contro la città egoista: principio che Bruno Magatti, con il gruppo di Paco, da anni porta avanti. Un esempio è l’impegno per ottenere e favorire l’applicazione della scelta di vita indipendente per i diversamente abili.

Bruno e i suoi compagni, hanno lavorato in passato anche sulle problematiche relative alla casa. Non si può nel futuro non parlare di una attenzione ad una politica della casa. Ci sono oltre 600 domande che attendono risposta, ci sono diversi vani vuoti nella città, in ogni quartiere. Ci sono agglomerati popolari, dove convivono, senza alcun controllo, senza alcuna mediazione, situazioni diverse, difficili ed impegnative: anziani, famiglie numerose in difficoltà, stranieri, persone che da sole fanno fatica a vivere. L’attualità quotidiana vede numerosi ordini di sfratto per morosità, vede famiglie che si dividono e creano problemi, vede gente senza fissa dimora: tutti alla ricerca di una casa. Ci deve essere quindi un forte impegno sul patrimonio comunale, un nuovo modo di chiedere diritti, non denaro da chi costruisce ma appartamenti per chi ha bisogno e interventi per affitti calmierati.

Servono poi interventi che creino comunità, che favoriscano legami sociali: perché non incentivare le figure del “portierato sociale”, dell’animatore di quartiere? Perché non creare eventi, luoghi, favorire “momenti” aggregativi nelle periferie, solitamente sole ed abbandonate?
La città si mette in gioco, si rimette in moto, con interventi e scelte di inclusione e di convivenza, come Bruno Magatti ha sottolineato nei suoi primi interventi da candidato alle primarie.

Mi permetta, mio caro candidato Sindaco, di evidenziare uno dei luoghi più abbandonati della sua città: parlo del carcere del Bassone e di chi é lì a scontare la sua pena. Occorre impegnarsi con borse lavoro, occorre impegnarsi per il reinserimento per chi esce, magari con un luogo di prima accoglienza e con un kit di pronto intervento con biglietti del bus, buoni pasto. Occorre pensare ai famigliari di chi é dentro, occorre pensare ad una figura di difensore civico, per far sì che i momenti di reclusione e poi di reinserimento siano, nel dramma di una reclusione, comunque situazioni che poi generano positività, come la nostra Costituzione prevede.

Si tratta del mio libro dei sogni, di un radicale rinnovamento della nostra città, di creare una città che favorisca il diritto e il “servizio” all’altro.
Una città, come Magatti ha sempre sostenuto, sottratta al dominio di pochi, e che venga restituita finalmente alla “simpatia” della gente.

Per Bruno Magatti Sindaco.

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