23 settembre 2011

L’estate, fin dai tempi di Diocleziano, è il tempo dei decreti che mirano a spostare risorse dai poveri (che di solito sono molti) verso i ricchi (che di solito sono pochi).
Questa estate non fa eccezione e la cosiddetta manovra finanziaria è arrivata puntuale a vanificare gli sforzi che i poveri fanno per acquistare un poco di benessere e di sicurezza (per la felicità, si sente dire, è invece sufficiente mettere in sordina l’intelletto).

Manovra taglia-disabili

Manovra taglia-disabili

Nella manovra, inizialmente, c’era qualcosina riguardo i costi della politica (è sicuramente servito parlarne per mostrare ai sudditi che l’onestà, a volte, si affaccia tra quei banchi). Quel qualcosina non ha resistito e tutto quel che intaccava i privilegi dei parlamentari è stato tolto (si dice “emendato”).
Anche gli ordini professionali hanno rischiato, per qualche ora, di perdere parte dei privilegi che li fanno temere ed odiare dalla gente comune; ma anche per loro sono arrivati puntuali gli emendamenti del caso.
Nemmeno i redditi e le rendite più elevate hanno subìto sostanziali limitazioni: e chi ne dubitava?
Fare un elenco dettagliato di tutte le norme che la manovra ha lanciato per far finta di affrontare la debolezza economica dell’Italia sarebbe interessante, ma occupiamoci stavolta solo del vasto e sommesso campo delle disabilità (tutti o quasi ci abbiamo a che fare ma, appunto, in sordina).
Consigliabili, per chi voglia saperne di più, sono le analisi di Hanylex sulla manovra di luglio e su quella di agosto.

Nei prossimi anni, sempre che non succeda l’armageddon, chi ha da confrontarsi con le proprie o le altrui disabilità terrà conto di:

  • il taglio del 5% su tutte le agevolazioni fiscali, dunque anche quelle legate alle disabilità legalmente riconosciute (deduzioni e detrazioni sulle spese per gli ausili, sulle spese per l’assistenza personale, ovvero le badanti, sulle spese per terapie private, sulle spese per i farmaci); questa norma avrà effetto a partire dalla denuncia dei redditi del 2013, quindi su avvenimenti del 2012
  • il taglio del 20% sulle stesse agevolazioni, a partire dal 2014 (sui redditi 2013)
  • una legge delega, non ancora promulgata, di riforma fiscale e assistenziale che promette criteri per scoraggiare e/o ostacolare l’accesso ai servizi e alle agevolazioni per i cittadini non propriamente atletici (di corpo e di mente)
  • il ritorno della solita campagna contro i falsi invalidi che, immancabilmente, porta alla ribalta qualche caso eclatante (ciechi che guidano l’auto, paralitici che fanno lavori pesanti, ecc.) ma che lascia le cose allo stato in cui le ha trovate; con l’aggiunta di una generica e impercettibile rabbia popolana verso questi “sfruttatori” del bene pubblico (i mezzi di comunicazione di massa poi, come ogni anno, presteranno volentieri la loro opera per questo nobile scopo)
  • altri tentativi di diminuire il numero di ore di sostegno scolastico ai bambini con disabilità
  • e chi più ne ha…

E’ sempre facoltà del singolo cittadino disinteressarsi di questi e di altri temi e attendere che il fato compia il suo corso: nessuno in queste ore osa metterlo in dubbio.
Se dovesse mai interessare al singolo cittadino di mettere il proprio comprendonio su temi che lo riguardano, le alternative possibili sono conosciute:

  • si può immaginare di armarsi del vecchio caro mitra, che porta immancabilmente alla frustrazione del sogno impossibile e, come rapida conseguenza, al disinteressamento qualunquista
  • si può tentare, per chi l’ha già odorata in passato, l’antica strada dei partiti politici: spesso dispersiva e foriera di delusioni, al punto da suggerire il rabbioso ritorno al silenzio e al superenalotto; oppure in grado di risvegliare la voglia di rituffarsi nel mare del ragionamento collettivizzato
  • ci sono le organizzazioni locali: comitati, coordinamenti, gruppi di pressione, volontariato tappabuchi, oppure volontariato propositivo
  • c’è perfino a disposizione, per chi si sente impossibilitato a fare altro, l’appassionata preghiera verso un Padreterno che non abbia il volto (oltretutto chirurgicamente ammodernato) di alcuni nostri politicanti
  • c’è sempre la possibilità di intervenire nei momenti e nei periodi in cui ci si sente di farlo, senza porsi l’obiettivo, per alcuni troppo impraticabile, della continuità
  • infine, oserei dire, c’è a disposizione finanche PACO (Progetto per Amministrare Como)!
0saves
Se ti piace questo post lascia un commento oppure iscriviti all'RSS feed per avere gli aggiornamenti direttamente sul tuo lettore.

One Response to “La manovra che taglia i disabili”

COME AL SOLITO SIAMO IN UN SISTEMA MALATO E CORROTTO CHE TOGLIE AI PIU’ DEBOLI PER DARE AI PIU’ FORTI, CON ENORME SPRECO DI DENARO PUBBLICO. ANCHE IN UNA MIA COMPOSIZIONE, CITATA NEL MIO VIDEO SU YOUTUBE DI PRESENTAZIONE DEL MIO LIBRETTO: “QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO…QUELLO CHE NE RESTA”, HO PROCLAMATO CHE IL DENARO, DA PUBBLICO, DIVENTA PRIVATO. QUESTO E’ UN ACCANIMENTO CONTRO I CITTADINI.

GIANNA BINDA
settembre 26th, 2011