19 agosto 2011

Speciale manovra d’agosto 2011

In questo clima di anti-casta non ci si è preoccupati più di tanto: ci hanno detto che “tagliano i comuni sotto i 1.000 abitanti” e tutto sommato abbiamo pensato che era ragionevole, non ce ne siamo preoccupati ulteriormente. Peccato che non sia per niente così: il decreto del governo immagina tutt’altro percorso per i comuni che hanno la sfortuna di non raggiungere la quarta cifra nel numero degli abitanti.

I tecnici del governo hanno infatti deciso che questi comuni (per la precisione 1.936 su un totale di 8.092) non scompariranno ma saranno profondamente trasformati, in un modo che si può definire tecnicamente eversivo.
L’idea è questa: si svolgono elezioni regolari e viene eletto solo il Sindaco: niente più Consiglio comunale, Commissioni, Giunta; niente maggioranza nè minoranza ma un uomo solo al comando. Poi c’è l’obbligo di unirsi ai municipi limitrofi fino al raggiungimento dei 5.000 abitanti in una “Unione di comuni” in cui si elegge un “Presidente dei Sindaci” che ha l’effettiva funzione del Sindaco determinata dalla legge, si formerà un’Assemblea dell’Unione composta dai Sindaci dei piccoli comuni che avrà la funzione del Consiglio comunale e potrà essere nominata una Giunta vera e propria.

L'Italia

L'Italia

L’idea è eversiva perchè è la concretizzazione dell’idea dell’uomo solo al comando applicata ad una delle istituzioni che sentiamo più nostre in Italia, più vicine ai cittadini, ovvero il Comune. L’istituto assembleare che è alla base del governo delle comunità nel nostro paese è eliminato: nell’ottica del nostro governo non serve, è un inutile perdita di tempo, un po’ come il Parlamento che è ridotto ad un “votificio” delle leggi presentate dall’esecutivo. Ricordate lo sfogo di B. quando disse che sarebbe stato meglio far votare i capigruppo delle camere, così si sarebbe risparmiato tempo? Qui siamo andati oltre: l’assemblea è eliminata per far posto solo ad un padre-padrone che avrà potere assoluto sulla comunità di meno di mille anime che gli sarà affidata.

Qualche esempio per capirci.
Sul lago di Como finirebbero in questa situazione una serie di Comuni rivieraschi: Laglio, 930 ab, 6 kmq; Brienno, 424 ab, 9 kmq; Argegno, 693 ab, 4 kmq; Colonno, 561 ab, 5 kmq; Sala comacina, 602 ab, 5 kmq; Ossuccio, 973 ab, 8 kmq (dati it.wiki). Avremmo quindi gran parte della sponda ovest del “ramo di Como” che sarebbe amministrato da 6 persone, come 6 sultanelli all’interno dei finti-comuni che rimarrebbero. Non sarebbe però possibile creare un’Unione con questi 6 Comuni: gli abitanni sommati sono solo 4.183. E allora dovrebbero unirsi anche a Carate urio, 1.208 ab, 6 kmq che sta a sud o a Lenno, 1.831 ab, 9 kmq che sta a nord. Ricapitoliamo: 6 finti comuni + un comune vero, un Presidente che probabilmente sarà quello del Comune vero, un’Assemblea dei 7 sultani che potrà decidere tutto in un territorio che va da 43 a 46 kmq in conflitto col consiglio Comunale del paese grande che non si lascerà certo esautorare e una super-giunta in contrasto con la giunta del paese grande. Un delirio.
In provincia di Terni esistono invece tradizionalmente comuni molto grandi che comprendono diversi borghi al proprio interno, distanti dal punto di vista territoriale perchè gli spazi sono molto ampi. Qualche esempio: Baschi, 2742 ab, 68 kmq con 7 borghi-frazioni; Montecchio, 1739 ab, 35 kmq con 5 borghi-frazioni; Avigliano umbro, 2539 ab, 51 kmq con 5 borghi-frazioni; Guardea, 1883 ab, 39 kmq, 5 borghi-frazioni. Questi comuni funzionano bene, da sempre, con la struttura normale dei municipi: il modello si potrebbe quindi semplicemente copiare.

Sì perchè l’architettura istituzionale dello stato andrebbe semplificata, non complicata. Non c’era bisogno di un nuovo ente, di un mostro a più teste, di una follia come questa.
Perchè questa Unione è chiara sulla carta se tutti i comuni dell’unione sono inferiori ai 1.000 abitanti, e quindi anch’essi dotati del solo rappresentante-padrone. Ma pensiamo ai casi particolari: abbiamo un Comune sotto i mille abitanti che deve unirsi ad uno superiore ai 7.000. Che succede? Il decreto non lo specifica nei dettagli. Ci sarà un’Unione così sbilanciata? Con un Sindaco “finto” del paesino che contribuirà alla “finta” elezione del Primo cittadino dell’Unione che non potrà essere che il Sindaco “vero” del paese più grande. E l’Assemblea dei Sindaci (2 persone) come si rapporterà con il Consiglio comunale “vero” del paese più grande composto da 9 consiglieri? E la Giunta finta dell’Unione che rapporti avrà con la Giunta vera del Comune più grande? Prevedo scontri istituzionali a non finire.

E poi non si capiscono le soglie del provvedimento: perchè i paesi sotto i mille abitanti devono unirsi in questa maniera balzana fino ad arrivare a 5.000 mentre i Comuni sopra 1.000 e sopra 3.000 vengono salvati e anzi ulteriormente regolamentati?

Questo è un pasticcio incredibile, immaginato da dilettanti della politica, da un governo dell’improvvisazione il cui unico pensiero è quello di non scontentare gli attuali Sindaci dei piccoli Comuni evitando l’abolizione “vera”. Una maggioranza che non ha a cuore l’architettura istituzionale dello stato, ma che vuole anzi portare avanti la sua idea autoritaria, il suo modello “senza minoranza” che dà fastidio e provoca lungaggini.

Quello che fa spavento è non aver visto un articolo di allarme in questo senso sui media nazionali. Quasi che in un momento drammatico per l’economia del paese non ci sia tempo e voglia di confrontarsi con la democrazia, che si possano scambiare un po’ di soldi di più in tasca con la messa sotto tutela dei piccoli Comuni, la devastazione delle comunità locali e la distruzione del territorio che questo progetto inevitabilmente comporterebbe.

E allora sarebbe molto meglio un taglio vero dei comuni sotto i mille abitanti piuttosto di uno scempio istituzionale di questo tipo: che si porti avanti un vero piano di accorpamento dei comuni come si è fatto con successo per esempio in Svizzera o in Germania. Abbiamo visto che anche da noi ci sono esempi di territori dove il comune è grande e comprende al proprio interno più borghi, più frazioni, ma il municipio funziona, governa la comunità e il territorio con le normali forme: Consiglio comunale, Commissioni, Giunta. Quindi si può fare: e allora facciamolo invece di inventare mostri istituzionali di questo tipo.

Riprendendo l’esempio usato sopra si potrebbero creare Laglio-Brienno (Comune che peraltro è già esistito fino al 1948), Argegno-Colonno e Sala Comacina-Ossuccio: 3 comuni invece di 6 che potrebbero lavorare bene con i normali organi previsti per i municipi da 1.000 a 3.000 abitanti. Volendo ci si potrebbe anche spingere un po’ in là, immaginando di creare 2 soli comuni: abbiamo un caso recente in alto lago che si potrebbe seguire da esempio: Consiglio di Rumo (1.197 ab), Germasino (255 ab) e Gravedona (2.752 ab) il 2 febbraio 2011 si sono uniti a creare Gravedona e uniti (4.266 ab).
In Umbria non c’è bisogno di modifiche ovviamente.

Perchè l’alibi di tagliare i costi della politica non deve servire per creare mostri di questo tipo e perchè è sempre il caso di distinguere tra costi della politica e costi della democrazia, che sono incomprimibili, a meno di voler vivere in una dittatura (o anche nell’Ungheria del 2011).

Aggiornamento del 30 agosto: pare che  nel “caminetto” la maggioranza abbia deciso di abbandonare sostanzialmente l’idea dopo le proteste in tutta Italia di ANPCI (26 agosto, Roma) e ANCI (29 agosto, Milano).

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2 Responses to “Manovra eversiva per i piccoli comuni”

[…] è in linea con la proposta di legge  (presentata nell’agosto 2011 e poi ritirata), per l’elezione dei comuni inferiori a 1.000 abitanti: era previsto fosse eletto solo il Sindaco e fossero aboliti Consiglio comunale, Commissioni, […]

[…] è in linea con la proposta di legge  (presentata nell’agosto 2011 e poi ritirata), per l’elezione dei comuni inferiori a 1.000 abitanti: era previsto fosse eletto solo il Sindaco e fossero aboliti Consiglio comunale, Commissioni, […]

ottobre 2nd, 2012