15 luglio 2011

Rammaricata scrivo queste poche righe constatando che la mia generazione stia perdendo una battaglia importantissima a scapito di tutti coloro che verranno dopo. Non siamo stati in grado di capire l’importanza della tutela del territorio, della nostra storia, delle nostre radici, non siamo stati in grado di capire quanto le speculazioni edilizie porteranno un impoverimento del nostro patrimonio, un imbruttimento delle nostre rive.

Da architetto mi chiedo come mai, tanti professionisti non sappiano cosa sia l’etica professionale e si vendano producendo un’architettura senza qualità. I bisogni dell’imprenditore prendono il sopravvento e scavalcano la necessità sempre più crescente, di ristabilire un contatto con le nostre radici, la necessità di ricercare un’armonia antica e la bellezza degli habitat in cui prevale la presenza della natura, come in molti luoghi montani e in territori lontani dalla civiltà urbana.

Ecco che sul nostro lago si vedono splendide ville ottocentesce abbattute per ricostruire volumi senza alcun legame col contesto, condomini di quindici metri in via di costruzione, montagne sventrate per fare spazio a complessi residenziali di lusso in stile finto storico, parcheggi multipiano che sono una vera ferita sui dolci pendii che caratterizzano le nostre rive.

Un ecomostro a Torriggia

Un ecomostro a Torriggia

I comuni, per motivi economici e per la non preparazione di sindaci e tecnici comunali, svendono il territorio alle società immobiliari, senza capire che solo la valorizzazione del patrimonio esistente, con restauri conservativi adeguati, porterebbe nei paesi la vera ricchezza; semplicemente non c’è più bisogno di costruire seconde e terze case che poi restano invendute, non c’è più bisogno di edificare e cementificare.

Ma quando questa generazione avrà distrutto il valore inestimabile di questo patrimonio, che appartiene a tutti noi, in nome del denaro, forse sarà troppo tardi per tornare indietro. Stiamo perdendo una battaglia culturale enorme svalutando ciò che tutto il mondo ci invidia: gli alberghi aggiungono piani, divenendo mostri e tra qualche anno i turisti andranno altrove…

E mentre noi trasformiamo le nostre città piene di potenziali, in cantieri a cielo aperto, creando nuove aree dismesse, costruendo autorimesse nel deserto e ospedali su paludi, sprecando il denaro pubblico per fare e disfare muri e per concorsi di progettazione inutili in Europa progettano parchi e giardini (cercando di aumentare la qualità della vita dei cittadini), operano restauri edilizi ed urbani, riqualificano aree abbandonate della città e centri storici attraverso un accurato studio delle tipologie presenti che vengono ripensate intelligentemente in chiave contemporanea, riuscendo così a trasmettere continuità ed un senso di appartenenza ai luoghi.

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