26 maggio 2011

L’astensione dal voto dei cittadini italiani è cresciuto in questi anni a livelli molto alti motivato dalla delusione per la mancata soluzione di molti, troppi problemi, e dall’arroganza di una parte del ceto politico che viene vissuto inadeguato alle esigenze de questi anni. Si tratta di un sentimento certamente generato dalla “cattiva politica”, ma corroborato anche dalla “cattiva informazione”, spesso succube di poteri forti, per lo più incapace di recepire e interpretare la realtà e che sfrontatamente si arroga il compito di dettare l’agenda politica.

Alcuni interpreti (anche locali) dell’informazione coltivano lo storico vizio di considerare pubblicabile solo ciò che “fa notizia”, parlando solo di insulti e baruffe tra eletti, cercando di rimestar nel torbido della politica, senza curarsi delle ragioni del contendere, ovvero dei provvedimenti e degli atti approvati.

Questa è la cattiva informazione che ha fatto e fa molto male al paese ed anche alla città: il lettore è in buona fede, trasformato suo malgrado in spettatore, pensa di essere bene informato, ma molto spesso non solo è male informato ma addirittura tratto in inganno da messaggi volutamente ambigui.

Giorgio Napolitano: la buona politica

Giorgio Napolitano: la buona politica

Giorgio Napolitano, il nostro Presidente, rappresenta il massimo esempio di “buona politica”, in Italia. Il suo ruolo di tutore delle istituzioni democratiche è esercitato con rigore e attenzione a non andare oltre i poteri a lui attribuiti dalla Costituzione. L’informazione non può trascurare o peggio censurare le azioni e le parole del Presidente della Repubblica: proprio per questo gli italiani possono giudicare Napolitano riservandogli grande popolarità e indici di gradimento altissimi.

A moltissimi di noi piace la sua capacita di commuoversi senza nascondere le lacrime quando incontra i parenti di persone morte atrocemente lavorando, di essere sinceramente solidale con i terremotati, desideroso di lenire, con una carezza, il dolore di genitori Rom affranti per la morte di figli. Ci fa sentire orgogliosi di essere italiani, siamo contenti di come ci rappresenta all’estero, abbiamo celebrato, con Lui la festa dei 150 anni dell’unità d’Italia.

Esiste anche altra buona politica in Italia, in Parlamento, nelle Regioni, nelle Provincie, nei Comuni italiani, ma non lo sappiamo, perche l’informazione non ci consente di sapere del buon lavoro di un parlamentare, di un consigliere, di un sindaco, proprio perché non fa notizia. Non è uno scoop di cronaca nera, non è pettegolezzo, non consente più ascolti, non fa vendere più copie.

Angelo Vassallo: la buona politica

Angelo Vassallo: la buona politica

Basti pensare a Angelo Vassallo: tutto il buono che aveva fatto come sindaco di Pollica è assurto all’onore delle cronache solo dopo la sua barbara uccisione da parte della camorra. Le cronache parlamentari o consigliari non sono più di moda, sono considerate noiose: quanto ci sarebbe bisogno di politica “noiosa”! Vorrebbe dire che non c’è più il teatrino, non ci sono più saltimbanchi e clown sul palcoscenico.

Ma tant’è: l’andazzo è questo. Molti sono gli esempi nella nostra città: basta sfogliare la rassegna stampa degli ultimi anni e leggere in parallelo i verbali dei Consigli Comunali. Chi ha accreditato l’idea che l’opposizione sia solo schiamazzo? Chi ha costruito operazioni mediatico-politiche che hanno accreditato cose inesistenti come ad esempio la disponibilità di alcuni consiglieri di maggioranza a dimettersi? Chi si compiace nel vedere “mezze figure” muoversi in una scena che consente titoli a tutta pagina? Chi ha scelto di far sembrare di qualità personaggi che hanno a cuore soltanto sé stessi ?

Chi sceglie di dare visibilità allo scempio del Consiglio Comunale non si cura di dire per esempio che qualcuno (Paco) ha fin dall’inizio del mandato promosso la revisione del Regolamento dello stesso Consiglio che rimedierebbe a molti problemi di funzionamento: facendo parte dell’apposita commissione, ha anche concorso in modo costruttivo a predisporne un testo efficace.

Altro esempio: nello scorso fine settimana un’intera conferenza stampa di Paco risultava ridotta ad un piccolo riquadro nella una pagina di un quotidiano locale nella quale si accreditava per vigorosa battaglia politica un tema vecchio di qualche anno.

In questo contesto è chiaro che l’essere persone affidabili, equilibrate, costruttive, con capacità di dialogo, in grado di individuare i problemi e promuovere le soluzioni anche dall’opposizione.non sono non interessa, ma dà addirittura fastidio.

Ci auguriamo che i cittadini imparino a dare un voto a chi si è assunto il compito di far giungere, con più o meno onestà e completezza, atti e pensieri di tutti coloro che si impegnano per il bene di tutti. Anche perché questo è necessario per essere poi in grado di dare un voto alle diverse parti dello schieramento politico, proprio perché si conoscono azioni e responsabilità di ciascuno.

Paco si vanta di essere una pezzo della buona politica a Como, riconosciuto non solo da amici e alleati politici, ma soprattutto da chi ci è avversario e subisce la nostra seria e costruttiva opposizione. Buona politica per noi vuole dire il rispetto delle regole democratiche, considerare la cosa pubblica un bene comune da tutelare, da accudire, da far crescere nell’interesse esclusivo della comunità.

Domenico Scilipoti: la cattiva politica

Domenico Scilipoti: la cattiva politica

Paco considera invece cattiva politica l’andazzo degli ultimi 17 anni: pensare alla cosa pubblica come un bene da spolpare cinicamente senza curarsi delle conseguenze, usare delle istituzioni come un palco, sfruttare la politica e le necessità dei cittadini come uno sgabello sul quale montare fieri.

Confrontarsi tutti i giorni con le persone di Como portatrici di legittimi interessi, ricche di saperi, competenze ed esperienze ci ha consentito di fare proposte serie, credibili e documentate, Ci ha permesso di conoscere il territorio e la sua storia, di esprimere progettualità consapevole, capacità di relazione, capacità di fare sintesi di problematiche complesse.

Ci ha anche consentito di dire una serie di NO motivati alle molte decisioni sbagliate della maggioranza sempre sostenute e avvallate dall’informazione locale. E’ triste oggi dover spesso dire “avevamo ragione” di fronte alle macerie che quattro amministrazioni di centrodestra lasciano dietro di loro.

Siamo ottimisti per il futuro perché percepiamo segnali importanti che indicano la conclusione di un ciclo nella politica italiana e comasca: Paco è pronto ad affrontare la fase politica che verrà.

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