6 aprile 2011

Ancora una volta (non è una novità in questa consigliatura), l’opposizione si esprime in maniera costruttiva e permette di risolvere uno dei mille problemi in città, quello sollevato dal comitato “puzzadepur”.

Una vasca della ComoDepur

Una vasca della ComoDepur

La questione ComoDepur è in verità molto più complessa di una semplice vertenza per i miasmi esalati dall’impianto di depurazione. Dopo avere incontrato il comitato, ci esprimiamo il 9 settembre 2010 con un comunicato in cui si afferma che:

  • ComoDepur è stata un’operazione di ampio respiro realizzato per iniziativa di una classe politica e imprenditoriale locale capace di guardare lontano e precorrere i tempi
  • successivamente non si è pensato a risolvere il difetto maggiore del sistema: la mancanza di una separazione delle acque inquinate da depurare da quelle “bianche”, né va dimenticato che gli allacciamenti al depuratore non sono ancora completati
  • ci ritroviamo con un impianto di depurazione che scarica tutto a lago, mentre sappiamo che dal 2016 questo non sarà più possibile e nonostante ciò non ci sono progetti per risolvere il problema (a parte idee generiche): abbiamo occupato il versante sud con edifici e progetti di cui non si avvertiva il bisogno ma soprattutto nessuno si è preoccupato a tempo debito delle necessarie richieste di finanziamento per una qualsiasi opera

Chiudiamo affermando che “nel breve periodo alla città e a chi la visita spetti almeno un intervento di copertura e risanamento degli odori provenienti dal depuratore”.

Su questo tema il 13 agosto 2010 Lista per Como e Partito Democratico avevano già presentato una mozione urgente che Paco ha ovviamente condiviso e firmato.
La mozione è arrivata in discussione in giovedì scorso, 31 marzo 2011 arricchita da un emendamento di Bruno Magatti in cui si verificava la fattibilità di un intervento di “copertura a depressione” per risolvere il problema, individuando la copertura finanziaria nella monetizzazione degli standard urbanistici derivanti dall’intervento edilizio previsto nella vicina area di via Benzi-via Torriani (321.000 €).

L’ipotesi rientra in uno dei temi cari a Paco, ovvero la migliore destinazione degli standard urbanistici da parte dell’amministrazione comunale quando si approvano piani di repupero. Molti di questi standard sono stati monetizzati e i fondi usati altrove e non per migliorare la qualità urbana nella zona dell’intervento: noi pensiamo che debbano essere utilizzati per le esigenze della zona, con parchi pubblici, parcheggi, interventi ad hoc. In questo caso si va a migliorare sensibilmente la qualità della vita del quartiere: si tratta insomma di un caso da manuale.

La mozione è stata infine approvata all’unanimità dal Consiglio comunale: si spera ora che questa decisione non venga disattesa, portando qualche sollievo ai cittadini del quartiere. L’opposizione ha fatto la propria parte, ora tocca alla maggioranza.

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