31 marzo 2011

Un nuovo tassello si aggiunge all’affare Ticosa.

L'ex Ticosa

L'ex Ticosa

L’area in stato di abbandono dopo l’abbattimento del 2007 e su cui non c’è più possibilità di recupero dopo la definitiva uscita di scena di Multi, potrebbe riservare delle sorprese ai responsabili della vicenda.

Italia Nostra ha infatti deciso di presentare un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti per supposto danno erariale. L’esposto è stato depositato il 7 marzo dopo una lunga istruttoria giuridica sulla possibilità o meno di ricorrere a questo strumento ed è stata firmata dalla presidente nazionale dell’associazine oltre che controfirmata dalla presidente della sezione di Como.

Nel documento – che è entrato in nostro possesso e che è possibile scaricare dal sito di Paco – si lamenta innanzitutto una scarsa informazione da parte dell’amministrazione comunale sull’operazione.

Le richieste alla Corte di Conti riguardano diversi aspetti di danno erariale ipotizzati:

  • la mancanza nel contratto preliminare della previsione di bonifica dell’area (del tutto ovvia in un sito che ha avuto destinazione industriale per oltre 100 anni)
  • la necessità di erogare somme per attività necessarie all’esecuzione delle obbligazioni assunte nel contratto preliminare
  • la necessità di impegnare somme di bilancio per mettere in sicurezza l’area
  • il mancato introito della somma di acconto per la vendita dell’area inserita a bilancio come posta attiva, con conseguenze sulla gestione finanziaria complessiva dell’Ente
  • l’immagine della città turistica che si trova un’area degradata all’ingresso in città
  • l’iniziativa della “kermesse” della demolizione di cui non sono conosciuti i costi (di pessimo gusto poi il fatto che per l’abbattimento sia stato scelto il giorno memoria della Shoah, quando sappiamo che all’interno della struttura avevano lavorato moltissimi operai che sono stati poi stati deportati nei campi di concentramento tedeschi e non sono più tornati).

L’esposto riporta quantificazioni parziali per i danni erariali, calcolati da 2,5 milioni a 3,5 milion)i, “in difetto di fonti documentali di provenienza dell’Amministrazione e sulla base di sole fonti giornalistiche”.

Il fallimento dell’operazione sul “nuovo quartiere Ticosa” – che ad oggi è ancora presente sul sito del Comune di Como – potrà quindi arricchirsi di ulteriori elementi qualora la Corte dei Conti dovesse decidere di dar seguito all’esposto.

L'area ex Ticosa attuale

L'area ex Ticosa attuale

“L’area Ticosa si presenta come un deserto, destinato in parte a occasionale discarica di rifiuti, a posteggio abusivo, in alcune residue strutture a precario rifugio di senzatetto”, recita un passo del documento, ma va ricordato che la vicenda Ticosa si trascina tra promesse solenni di risoluzione da tutte le amministrazioni di centrodestra che dal 1994 stanno amministrando questa città. Si tratta di uno dei “buchi neri”, una delle peggiori eredità che questa amministrazione lascerà alla successiva, una vergogna per tutta la città.

0saves
Se ti piace questo post lascia un commento oppure iscriviti all'RSS feed per avere gli aggiornamenti direttamente sul tuo lettore.

One Response to “Ipotesi di danno erariale per l’affare Ticosa”

[…] (Progetto Informare Como)  di Paco comunica di aver messo a disposizione di tutti on line l’esposto di Italia Nostra alla Corte dei Conti regionale contro i danni erariali causati dall’affare […]