30 marzo 2011

Domenica 20 marzo si è tenuta a Villa del Grumello un’interessante tavola rotonda dal titolo “La città e il lago”, organizzata dall’associazione “La chiave di Volta”. L’intento era quello di indagare la relazione della città con il suo lago che, secondo gli organizzatori, è “da qualche tempo fortemente in crisi”.

L’iniziativa voleva suscitare una riflessione ponendosi alcune domande: che cosa rappresenta il lago per i cittadini di Como e dintorni? Quale ruolo gli è attribuito, quali funzioni assolve, quali proiezioni emotive, estetiche, esistenziali interpreta?

La citta e il lago

La citta e il lago

Il tema è stato illustrato nella prima parte dal punto di vista culturale, paesaggistico, artistico, storico: un intervento particolarmente interessante ha chiarito la situazione attuale del primo bacino dal punto di vista geologico.

In questo senso è stata significativa la relazione che riguardava le crepe (nei muri, sui soffitti e nella pavimentazione della strada, della piazza e dei marciapiedi) che sono presenti nelle zone del lungolago a Domaso, Gravedona, Moltrasio, fino a Como, con gravi condizioni di rischio per gli edifici. Si è evidenziata quindi l’importanza fondamentale della presenza di alberi in questi luoghi che contribuiscono a trattenere il suolo e a contenere il degrado delle strutture di contenimento che avvengono anche a causa dell’acqua.

La questione riguarda l’estrema delicatezza di questi ambienti, soprattutto dal punto di vista idrodinamico: il comportamento delle acque nel sottosuolo nei pressi del lago non è stato infatti studiato a sufficienza nel caso del capoluogo e potrebbe rendere inutile l’intervento in atto.

La parte più interessante dell’incontro è stata quindi l’illustrazione dell’esposto alla Procura della Repubblica presentato nel febbraio 2010 dagli architetti Darko Pandakovic e Pierangelo Sfardini, riguardante le criticità del progetto delle paratie sul lungolago di Como.

Il muro costruito davanti al lago

Il muro costruito davanti al lago

Gli architetti contestano il lavoro in 4 punti:

  1. inutilità dell’opera: “è stato omesso un sostanziale approfondimento sulle cause delle esondazioni”
  2. mancato approfondimento per: “insufficienti conoscenze in campo idro-geologico sulle possibili conseguenze derivanti dalle opere realizzate”
  3. mancata considerazione di: “situazioni ipotizzabili di rischio conseguenti alle realizzazione delle paratie”
  4. danno paesaggistico: “elementi oggettivi per considerare la trasformazione in corso lesiva del paesaggio”

L’accertamento dei fatti sui diversi punti sollevati è in corso da parte della magistratura: intanto noi siamo in grado di mettere a disposizione di tutti l’esposto che è possibile scaricare dal sito di Paco per rendersi conto della leggerezza con cui è stata portata avanti tutta l’operazione delle paratie sul lungolago di Como.

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One Response to “Le paratie a lago? Inutili, rischiose, dannose.”

[…] alla Corte dei Conti regionale contro i danni erariali causati dall’affare Ticosa e l’esposto degli architetti Pandakovic e Sfardini alla Procura della Repubblica sulla questione delle paratie […]