1 marzo 2011
Proteste in Libia

Proteste in Libia

Ci spiace contestare vivacemente le idee dell’assessore Diego Peverelli, un’assessore che stimiamo e a cui vogliamo bene, per le sue frequenti affermazioni relativamente ai profughi del Nord Africa.

Intanto occorre, secondo noi, smetterla con i proclami da “stato di emergenza” che, generano paure, paranoie, allarme, minacce, pessimismo, catastrofismo e forse voti in “cabina elettorale”.

E’ necessario invece riflettere e la politica deve fare questo: se crediamo nella libertà, nella democrazia, nei diritti dell’uomo, occorre essere d’accordo con la rivoluzione che sta avvenendo in questi giorni nel Nord africa e in Libia.

Tra l’altro le immagini e le cronache dimostrano che ci sono tanti giovani e donne per le strade delle città. Un fiume di gente che non ha conosciuto nient’altro che la dittatura che, dura da oltre quarant’anni. Quei giovani e quelle donne sono il popolo della libertà che si ribella e che reclama il diritto di essere liberi. Cose giuste e sacrosante che dobbiamo favorire.

Pensiamo che il cambiamento in quelle zone sia giusto e necessario: dobbiamo essere a favore, “senza se e senza ma” a fianco di chi sta rischiando la vita, lottando per la giustizia, per la democrazia, contro ogni forma di repressione.

Dobbiamo ricordare che questi regimi, la Libia per prima, noi italiani li abbiamo sempre sostenuti, vendendo loro armi (si dice, nel 2008/2009, un fatturato di 205 milioni di euro): mentre ci vantiamo di esportare democrazia in altri luoghi del mondo, nella parte Sud del Mediterraneo, portavamo strumenti di morte.

Ora qualcuno vorrebbe ricacciare in mare i rifugiati, dei disperati, delle povere persone che noi abbiamo contribuito a creare. Invitiamo l’assessore Peverelli e i tanti che la pensano come Lui, a riflettere. E’ l’Italia, lo Stato, l’Ente pubblico, che deve essere in prima linea e cercare di correre al ripari aprendo le braccia a questi profughi, a questi “poveri”, non più ai dittatori.

Deve essere l’istituzione che ci rappresenta tutti, lo Stato, la Regione, il Comune ad attivarsi per riconoscere i bisogni umanitari, a impegnarsi per l’accoglienza di tutti coloro che fuggono dalle violenze, dalle minacce e dalle altre violazioni ai diritti umani in atto nel Mediterraneo.

Siamo convinti e sicuri che la Caritas farà comunque la sua parte, come ha già fatto tante volte, sostituendosi all’istituzione (vedi mensa, solidarietà, contributi, etc.).

Il Comune di Como, che giustamente si onora di essere Città Messaggera di Pace, dovrebbe
condannare queste violenze e se dovesse esserci la necessità dovrebbe aprirsi ai bisogni che questa situazione propone, con l’accoglienza nei tanti luoghi vuoti della città (il centro di Prestino, spazi ai centri di Tavernola e Sagnino, le Caserme).

Altrimenti che Città Messaggera di Pace è la nostra?

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One Response to “A proposito dei (forse futuri) profughi a Como”

Citta’ Messaggera di Pace????Como?
Ho ascoltato oggi casualmente il Presidente Vendola (parlava di Napoli) e mi é piaciuto molto quello che ho sentito.
In alternativa avevo ascoltato Bossi ed i suoi compagni di merenda questa mattina e mi sono sentita umiliata nella mia condizione di italiana figlia dell’ultima guerra dove molti ne sono usciti (compresa mia madre) poveri ed obbligati ad emigrare per la povertà e perché il piano Marshall non dava a sufficienza per sfamare una bimba da poco nata.
Per questo arrivo su questo blog e mi piace quello che leggo perché è in linea con quello che penso io e che in tanti anni (66 anni) non ho mai trovato un partito che mi rappresentasse. C’e’ un gesto o atto che ci accomuna tutti e tre (Vendola, Lei, io ….e gli altri) che é la tolleranza ed il rispetto con accettazione per tutti indipendentemente dal colore, la situazione, il partito.
La cosi detta invasione del terzo mondo dei poveri e’ comunque un fatto vero ed attuale e non e’ la costrizione o “föri di ball” che mette in opera un sistema che non puo’ che , tramite la tolleranza e l’accettazione in favore di emigranti di altro tipo e di altri tempi ma pur sempre emigranti, accettarli.
Sono italiana rientrata da pochi mesi dal centro america dove ho vissuto 15 anni.
Questo e’ il mio lascito di questa sera 2 luglio.Seguirö il sito e nel mio piccolo mi tengo a disposizione.
Anna Moscarelli

anna moscarelli
luglio 2nd, 2011