12 febbraio 2011
Le suffragette a New York, 6 maggio 1912

Le suffragette a New York, 6 maggio 1912

Domenica 13 febbraio, la giornata del “Se non ora quando”.
Ecco i miei dieci motivi per cui è necessario scendere in piazza:

1. Per far vedere a tutti che ci importa, che val la pena dimostrare per le nostre idee

2. Perché l’Italia che vorremmo è quella delle pari opportunità vere, in cui le donne possano competere sullo stesso piano degli uomini, per le stesse responsabilità, per le stesse retribuzioni, senza dover rinunciare ad essere compagne e madri come gli uomini non rinunciano ad essere compagni e padri, con gli stessi strumenti, che a volte possono significare anche degli asili nido a cui affidare i nostri bambini.

3. Per dimostrare che donna e dignità sono due termini che devono coesistere

4. Perché ci sembra mostruoso che delle madri e dei padri possano essere contenti, se non addirittura sperare, che le proprie figlie si struscino a pagamento per compiacere qualcuno che potrebbe essere loro nonno.

5. Perché ci sentiamo offese da questa cultura maschilista, in cui non c’è spazio per donne pensanti, ma solo per bamboline o donne sottomesse che non osano contraddire i loro uomini, pena il pubblico ludibrio

6. Per la pena che proviamo quando gli uomini del governo prendono in giro le donne della politica, non avendo altri argomenti con cui controbattere

7. Perché le nostre figlie e le nostre nipoti siano orgogliose di noi come noi lo siamo state delle lotte delle nostre nonne e delle nostre madri

8. Per dire che la bellezza di cui ci importa è quella che ci fa star bene con noi stesse, per piacerci, non per piacere a qualche tristo vecchiardo

9. Per dire che per scegliere le candidate alle elezioni dovrebbero contare altre esperienze oltre aver fatto qualche concorso di bellezza o comparsate in tv

10. Perchè quando ci siamo vergognate della battuta sulla corte fatta alla presidente della Finlandia, dei tentativi di baciare la giovane operaia russa, sui consigli di trovarsi un fidanzato ricco alla giovane precaria e sull’ineluttabilità degli stupri quando ci sono tante belle ragazze non abbiamo urlato più forte il nostro sdegno.

Oggi la misura è colma: se non ora, quando?

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