8 febbraio 2011
Traliccio

Traliccio

Il dibattito di questi giorni sul fiorire di tralicci che sta interessando le nostre montagne, ha anche svelato il ritardo da parte dell’Amministrazione comunale nel governare questo problema, attraverso un piano ad hoc.

Ogni componente dell’amministrazione ha il dovere non solo della denuncia, ma di farsi carico di questo ritardo e di promuovere soluzioni.

Nella consapevolezza del fatto che il Consiglio comunale non ha solo potere di controllo ma anche, e diremmo, soprattutto, potere di indirizzo, PACO, come già in passato (ad esempio per la riforma del servizio di raccolta rifiuti, in questi giorni in gara, per Cà d’Industria, per i senza dimora…) si è fatto promotore, attraverso il suo consigliere, di una “delibera di Indirizzo” che, se approvata, diventerà vincolante per amministratori e cittadini e potrà dare una traccia di risoluzione delle problematiche sul tappeto.


Con questo atto PACO intende porre il Consiglio comunale nella condizione di riappropriarsi del suo potere di indirizzo che si esplicita nella definizioni dei criteri per le regole del gioco. Toccherà poi ai tecnici il compito di perfezionare nel dettaglio operativo un vero e proprio “regolamento” dettagliato nel rispetto degli indirizzi della delibera. Questo indirizzo propone, infatti, la predisposizione di un “piano delle antenne” e pone di fatto un freno al proliferare in assoluta anarchia di tralicci e sorgenti di onde elettromagnetiche.

La delibera che abbiamo predisposto e proposto è, in estrema sintesi, fondata sui seguenti capisaldi:

  • l’affermazione della necessità di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, secondo gli indirizzi dell’Unione europea anche recentemente ribaditi, dando concreta attuazione al “principio di precauzione” come definito nell’art. 174 del Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 e al “principio di cautela e di minimizzazione dell’esposizione” definito dall’art. 4 del D.M. 381/98.
  • il vincolo alle potenze installate di funzionamento al regime minimo compatibile con la qualità del servizio, e al mantenimento di tali potenze per tutto il periodo di attività dell’impianto, anche con l’utilizzo di misure e tecnologie che contengano l’impatto ambientale e paesistico
  • la riserva all’amministrazione della valutazione dell’impatto ambientale
  • la volontà di perseguire, oltre ai limiti imposti dal Decreto 381/98 e dalla Legge 36/2001 un obiettivo di qualità che assicuri il non superamento di valori di intensità di campo elettrico E pari o inferiori a 1V/m, per i siti sensibili individuati (come ad esempio le scuole) e valori efficaci di intensità di campo elettrico E (V/m) pari o inferiori a 3 V/m per il restante territorio

La delibera prevede, infine, che si vincoli l’ubicazione di nuovi impianti su aree pubbliche e che fino all’approvazione da parte del Consiglio Comunale del Piano, sia vietata ogni installazione di nuovi impianti su aree private.

La proposta ha già raggiunto il numero di firme necessarie alla sua iscrizione e discussione in Consiglio comunale.

E’ possibile scaricare la proposta di delibera dal sito di PACO.

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